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Ho deciso di scrivere questa pagina a circa 10 anni dall'acquisto della mia G11 Losmandy (la descrizione generale della montatura è nella pagina degli strumenti). In questi 10 anni la montatura mi ha dato un solo serio problema: i cuscinetti che reggono la vite senza fine in A.R. sono forse sottodimensionati e tendono a grippare. Sulle astrofoto a lunghezza focale oltre i 1600mm l'effetto è deleterio: glitch improvvisi e talmente veloci che nessun astroinseguitore può gestire.

Quando usavo la pellicola il fenomeno rendeva impossibile realizzare lunghe pose, per cui già a due anni dall'acquisto fui costretto a scambiare i blocchi delle viti senza fine fra AR e DEC. La montatura sembrava di nuovo inseguire come da nuova, ma dopo altri due anni il problema si ripresentò di nuovo.

Prima di proseguire è doveroso dire che le corone dentate della G-11 non sono lappate ma sono pallinate (procedimento che indurisce la superficie del materiale) e sono anodizzate; le viti senza fine sono ben rettificate ma non lappate. In pratica questo significa che si possono tranquillamente scambiare le viti senza fine: l'unico effetto visibile sarà un differente andamento dell'errore periodico.

Quindi dopo quattro anni mi ritrovavo con tutti i cuscinetti grippati. Vennero in mio aiuto Andrea e Maurizio che mi sostituirono i quattro cuscinetti portando a nuova vita la G11.

Nei successivi cinque anni ho utilizzato la montatura molto meno e ho progressivamente abbandonato la fotografia chimica; il fatto che le pose sul digitale siano meno lunghe e che se dovesse succedere di perderne una per errato inseguimento, chi se ne frega (!), ha reso meno drammatico il problema. Da un anno a questa parte ho però ripreso a fotografare con continuità e mi sono messo in testa di trovare una soluzione definitiva al problema.

Ho ricercato su internet qualche idea, e magari qualche soluzione, ma niente. Anzi molti continuano a ritenere che il problema stia nell'accoppiamento fra vite senza fine e corona dentata: non hanno mai provato a 'sentire' i cuscinetti. Comunque ad oggi l'unica soluzione è quella di sostituire i cuscinetti.


Come mi capita spesso, cerco una cosa e ne trovo un'altra.

Molti siti (non ne ho trovati in italiano) parlano genericamente di come smontare la G-11 allo scopo di pulirla e lubrificarla, ma solo alcuni di essi pongono l'accento su quanto sia importante questa operazione, e ora spiego il perchè. La G-11 (da nuova) ha questa importante caratteristica: stringendo moderatamente i blocchi in AR e DEC, i motori restano sempre in presa e (fondamentale!) il telescopio si può muovere con precisione (senza strattoni) con una mano. Questa caratteristica è fondamentale per una montatura priva di movimenti micrometrici.

Ma senza una corretta manutenzione, questa caratteristica lentamente viene meno. La degradazione è sufficientemente lenta da non far pensare che qualcosa è cambiato nel funzionamento della montatura. Alla fine si perde completamente la possibilità di muovere il telescopio quando gli assi sono stretti, e per garantire un buon inseguimento bisogna stringere gli assi al limite del dolore fisico. E' per questo motivo che hanno avuto tanto successo le modifiche 'a volantino' sui blocchi degli assi.

Dei tanti siti che parlano di questi argomenti ho selezionato quelli che secondo me sono i migliori e li ho studiati a fondo:

http://www.losmandy.co.uk/probs.htm

http://www.astro.uni-bonn.de/~mischa/mounts/index.html

http://astroshed.com/observatory/g11saga/g11saga.htm

http://www.tfh-berlin.de/~goerlich/cg11tune.html

http://overton2.tamu.edu/rdb/sbig/76-second.htm

 http://www.aozc64.dsl.pipex.com/tips/g11gemini.htm

Alla fine ho deciso che ero pronto ad operare a cuore aperto la mia cara G11.


I - cosa serve?

Mai accingersi a smontare qualcosa se non si ha un'idea precisa di cosa può servire!!!

Ecco la lista (spero completa) di attrezzi e materiali che ho utilizzato:

1 - cacciavite a stella

2 - chiave a brugola da 5/64"

3 - chiave a brugola da 1/16"

4 - chiave a brugola da 5/32"

5 - chiave a brugola da 5/64"

6 - chiave a brugola da 3/16"

7 - chiave a brugola da 7/32"

8 - chiave a brugola da 3/8"

9 - chiave a brugola da 1/8"

10 - chiave a brugola da 3/32"

11 - chiave a brugola da 1/4"

12 - chiave a brugola da 1,5mm

13 - 2 pennelli

14 - martello

15 - pennarello indelebile

16 - gasolio 200ml

17 - grasso al litio 30g

18 - stracci

19 - giornali

20 - carta assorbente

21 - grossa matita

22 - morsa

23 - un dado da 7/32"

24 - pinza da idraulico

25 - dremel con fresa sferica

26 - scodelline di varie dimensioni

27 - un rocchetto di filo da ricamo

28 - olio per rasoi elettrici

... e infine molto tempo a disposizione: ho stimato circa 16 ore di lavoro totale.

Cominciamo.


II - operazioni iniziali

La G-11 è composta da tre blocchi.

Il blocco polare, in basso, contiene i meccanismi di regolazione di azimut ed altezza.

il blocco di AR in posizione centrale.

Il blocco di declinazione in alto.

La prima operazione consiste nella rimozione dei motori. E' abbastanza semplice indipendentemente dai motori montati. Queste parti possono essere riposte perchè non necessitano di manutenzione o pulizia.

La seconda operazione consiste nel rimuovere le viti senza fine. Le parti sono da trattare con delicatezza. Una avvertenza importante è di posizionare l'asse di declinazione con la parte più pesante rivolta verso il basso; infatti togliendo la vite senza fine l'asse tende a ruotare se non posizionato in basso, comportando un forte attrito fra ruota dentata e vite senza fine proprio nel momento in cui si cerca di togliere quest'ultima dalla sua sede (e questo sarebbe male!!!).

Togliere i coperchi di protezione delle viti senza fine allentando i due grani di blocco. Allentare e svitare i due bulloni che bloccano i cubi su cui ruota la vite senza fine. Pulite la superficie della vite senza fine e col pennarello praticate un segno: questo vi consentirà di distinguere le due viti senza fine.

PER SFILARE LE VITI SENZA FINE DAI CUSCINETTI HO REALIZZATO UN'APPOSITA PAGINA

Questa è una operazione complessa che descriverò successivamente ed è necessaria solo se si vogliono cambiare i cuscinetti.

I blocchi delle viti senza fine sono fra i pochi particolari della montatura che devono essere maneggiati con estrema cura.

Se la curiosità è forte potete cominciare a verificare se i cuscinetti sono da buttare tenendo fra le dita la vite senza fine e facendo ruotare un cubo alla volta: se si avvertono impuntamenti nel movimento il cuscinetto in esame è proprio ridotto male.

Questo test va comunque ripetuto dopo aver lavato accuratamente i blocchi con gasolio pulito.


III - Rimozione blocco di declinazione

Individuate i quattro bulloni che mantengono il blocco di declinazione solidale al blocco di A.R.

Ricordate che gli assi sono liberi di ruotare e che questa operazione va fatta dopo aver rimosso le viti senza fine, altrimenti si possono rovinare viti senza fine e corone dentate. Allentate un poco i bulloni e poi togliete le due inferiori.  La parte inferiore del disco in primo piano è completamente piatta per cui togliendo le altre due viti il blocco tenderà a scivolare (ed è anche pesantuccio).

Mettiamo via l'asse polare.

 


IV - Rimozione blocco di AR

Questo è quel che resta della nostra G11.

Individuate i grossi bulloni che mantengono il blocco di AR solidale al blocco polare e svitateli completamente; non abbiate timore poiché non si muoverà nulla: i due blocchi sono tenuti insieme da un perno in ottone che bisogna sfilare utilizzando un martello e un attrezzo di legno o plastica tipo una grossa matita o un grosso pennarello. Date dei colpettini sempre più decisi finché il perno non comincia a fuoriuscire dall'altro lato. Quando il perno è uscito per più di metà della sua lunghezza dovreste poterlo togliere con una mano, mentre con l'altra tenete il blocco di AR che a questo punto si sfila.

A questo punto avete finito la prima parte di lavoro separando la G11 nei suoi tre blocchi principali

Adesso smontiamo i vari blocchi.


V - Smontaggio blocco polare

Capovolgete il blocco polare e togliete il grosso bullone al centro del fondo

Verrà via il disco con inciso il numero di serie della montatura. Rigirate il blocco e svitate i due bulloni a farfalla neri: verrà via la base del blocco polare, che lascerà in vista quattro bulloni.

Dopo aver tolto questi bulloni verrà via il piano di regolazione dell'azimut, e resta da smontare il meccanismo di regolazione dell'altezza.

Dopo i cuscinetti quì si nasconde il secondo problema di questa montatura: tutto questo pezzo è fatto male. L'altezza si regola tramite la manopola a destra che fa andare avanti e indietro il nottolino d'ottone che si vede al centro.

Punto 1: il nottolino è abbastanza più corto della distanza fra le due pareti laterali per cui si genera un gioco che può arrivare a un grado e mezzo nella regolazione dell'altezza. La cosa non dà reali problemi né in osservazione né in fotografia in quanto la montatura resta 'appesa' per gravità, ma è una soluzione rozza non all'altezza del resto della montatura. Punto 2: la manopola è avvitata alla vite ed è fissata con un grano che preme direttamente sulla filettatura, col risultato che una volta tolto il grano la manopola non si svita!!! Punto 3: il fine corsa rappresentato dal cilindro nero a sinistra della rondella in ottone è anch'esso fissato con un grano sulla filettatura, e tolto il grano manco lui si schioda. Questo rende particolarmente problematico smontare il tutto perchè, mentre i due bulloni di chiusura a sinistra sono in vista, i quattro bulloni a destra sono coperti dalla manopola nera.

E quì interviene il fattore C: serve un dado da 7/32" da mettere al posto del nottolino. Si procede estraendo il nottolino per non rovinarlo e si avvita il dado fino a fine corsa, dopodichè si mette qualche goccia di gasolio nel foro del grano che fissa la manopola  e si comincia a forzare la manopola in senso orario e antiorario. Così facendo la filettatura della manopola si rovina un poco ma non è un grosso problema in quanto in fase di montaggio creerò sulla vite una sede svasata per il grano (così come avrebbe dovuto fare il signor Losmandy).

Venuta via la manopola c'è una sorpresa: alla sua base è nascosto un cuscinetto reggispinta. Con un meccanismo del genere non serve proprio a nulla se non a mischiare sacro e profano. Adesso si possono sfilare i quattro bulloni e, col dado da 7/32" con morsetto e pinza da idraulico, estrarre il fermocorsa. Anche per questo particolare la filettatura rischia di rovinarsi e bisognerà praticare una sede adatta per il grano (così come avrebbe dovuto fare il signor Losmandy che con i grani non ci piglia affatto).

Comunque alla fine ce l'abbiamo fatta: ecco la parte superiore del blocco polare fatta a pezzettini

Le difficoltà incontrate nello smontare il blocco polare sono le uniche di tutto il procedimento. Le altre parti da smontare non presentano grossi problemi neanche nel rimontaggio. A questo punto fate una sosta e cominciate a sistemare i pezzi sciolti in maniera logica. Sarà utilissimo fotografarli o segnarli col pennarello perchè alla fine avremo una cinquantina di pezzi (bulloneria esclusa) e non sarà proprio facile ricordare a mente la giusta sequenza di montaggio.


VI - Smontaggio blocco AR

E' un'operazione estremamente semplice.

Svitare completamente la manopola di blocco dell'asse tenendo il blocco in modo che la manopola stia in basso; verranno via i cinque pezzi come in foto.

A questo punto si potrà sfilare l'asse che rimane solidale alla base rotonda. Su questa base è appoggiato un rondellone di nylon bianco: sfilatelo con molta cura facendo attenzione a non piegarlo o deformarlo. Va lasciato a mollo in acqua e sapone perchè abbia il tempo di sgrassarsi completamente.

Intanto possiamo ispezionare la superficie dell'asse; le tracce marroncine sono nient'altro che grasso rappreso e risultano collose al tatto se non addirittura solide in alcuni punti. Inserendo un dito nei fori dove passa l'asse si può valutare lo stato dei cuscinetti: nel mio caso erano completamente bloccati dal grasso rappreso e nessun cilindretto era libero di ruotare.

Il cerchio orario dovrebbe venire via tirando un poco: anch'esso è incollato dal grasso rappreso risultando inutilizzabile. Io non faccio alcun uso dei cerchi, ma chi li usa normalmente avrebbe notato da tempo il problema. Qualcuno ha sbloccato i cerchi inserendo qualche goccia d'olio fra il cerchio e il carter che protegge la corona dentata; così facendo il cerchio effettivamente si sblocca, ma quasi certamente l'olio, troppo fluido, finisce per colare nella zona dove è posto il rondellone di nylon vanificandone totalmente la funzionalità.

Individuate le tre brugoline che fissano il carter di protezione della corona dentata; allentatele un poco e poi girate il blocco in modo che la ruota dentata sia rivolta verso l'alto; rimuovere le brugole e il carter. A questo punto si potrà estrarre la corona dentata (va protetta da urti accidentali sul bordo, io l'ho avvolta in degli stracci). Sotto la ruota ci sono quattro rondelle e un cuscinetto reggispinta. L'ultima rondella, quella più spessa, nasconde tre altre brugole smontando le quali si può rimuovere la lastra che sorregge motore e vite senza fine.

Il blocco che contiene i due cuscinetti radiali è composto da almeno altri otto pezzi, ma questi sono difficili da separare. Ai fini della pulizia e successivo ingrassaggio è meglio che il blocco resti montato.


VII - Smontaggio blocco DEC

Concettualmente il blocco di declinazione è identico al blocco di ascensione retta, per cui le operazioni sono le stesse e i pezzi da smontare sono gli stessi. In più c'è solo da smontare la piastra a coda di rondine fissata con due brugole, e la piastra di giunzione al blocco di AR che è fissata con quattro brugole.

E con questo abbiamo finito di smontare la G11. Tempo richiesto: circa tre ore e mezza.

Passiamo alla fase successiva di pulizia.


VIII - Sgrassaggio, pulizia e asciugatura

Ho diviso i pezzi in quattro gruppi:

A - blocchi viti senza fine

B - Cuscinetti e blocchi con cuscinetti

C - Rondelloni e rondelle in nylon

D - tutto il resto, bulloneria compresa

Rondelle e rondelloni in nylon vanno lasciati a mollo in una scodella con acqua e sapone delicato. Successivamente vanno lavati a mano e asciugati con un panno pulito e che non rilasci pelucchi.

I blocchi con le viti senza fine saranno gli ultimi ad essere rimontati e vanno messi in una scodellina e pennellati di tanto in tanto con del gasolio, specialmente nella zona dei cuscinetti. All'inizio utilizzate il primo pennello solo per pulire la superficie della vite senza fine, dopodichè lo utilizzerete per le altre parti. innaffiate con un pò di gasolio i blocchi dei cuscinetti; togliete il gasolio sporco (lo potete utilizzare per pulire le altre parti) e utilizzate il secondo pennello solo per pennellare i blocchi delle viti senza fine. Dopo un paio d'ore di questo trattamento, si può cominciare ad asciugarli con un panno in cotone che non lasci pelucchi. L'asciugatura deve essere ripetuta più volte per rimuovere tutto il gasolio in eccesso nei blocchi che ospitano i cuscinetti. La filettatura della vite senza fine va asciugata accuratamente utilizzando del filo da ricamo in modo da rimuovere il gasolio anche dalla valle del filetto. A fine asciugatura bisogna ripetere il test di rotazione dei blocchi intorno alla vite senza fine. Selezionate quello che dà meno segni di grippaggio: andrà montato sull'asse di AR.

I cuscinetti e i blocchi con cuscinetti vanno accuratamente pennellati con gasolio. I cuscinetti sciolti è meglio lasciarli una mezz'ora immersi nel gasolio; i blocchi con i quattro cuscinetti (due per asse) che ospitano gi assi devono essere invece pennellati di continuo per rimuovere tutta lo sporco all'interno dei fori. In particolare i quattro cuscinetti devono essere irrorati con generose pennellate di gasolio perchè lo sporco che rimane dietro i cilindretti non è raggiungibile dal pennello. Consiglio, una volta sbloccato il singolo cuscinetto, di alternare una pennellata e una serie di rotazioni del cuscinetto stesso. L'operazione si conclude quando non esce ulteriore sporco. A questo punto un'ultima serie di pennellate con gasolio pulito e abbiamo finito. Queste parti si possono adagiare su fogli di giornale perchè assorbano la gran parte del gasolio in eccesso; successivamente si possono asciugare con della carta assorbente da cucina. L'asciugatura va ripetuta varie volte sui blocchi contenenti i cuscinetti perchè non resti del gasolio nascosto.

Gli assi vanno pennellati con decisione per eliminare le incrostazioni di grasso, dopodichè, insieme alle corone dentate e tutto il gruppo D può essere lavato velocemente con gasolio, asciugato sommariamente e infilato in lavastoviglie. Non temete: si tratta di alluminio anodizzato, acciaio inox e ottone, che non patiscono affatto un buon lavaggio. Il lavaggio in lavastoviglie deve solo escludere l'asciugatura che va fatta a mano con uno straccio pulito.

Abbiamo finito anche questa fase che è durata circa cinque ore e mezza.

Adesso dobbiamo rimontare tutta questa roba


IX - Ingrassaggio, e rimontaggio

Il rimontaggio è più facile dello smontaggio: basta eseguire le operazioni di smontaggio in ordine inverso. Mi soffermerò solo sulle parti da ingrassare e sulle operazioni che richiedono più attenzione.

I cuscinetti reggispinta vanno ingrassati da ambo le parti assicurandosi che il grasso penetri fra i cilindretti. Quando ritenete che il grasso sia penetrato a sufficienza rimuovete quello in eccesso sulla circonferenza esterna ed interna e ponete il cuscinetto fra le due rondelle e poi aggiungete la terza. Tenete le mani quanto più possibile pulite: se rimontando il cuscinetto avete questa situazione ricominciate daccapo.

Il grasso in eccesso tende ad invadere le zone adiacenti e quì siamo vicinissimi alla zona in cui opera il rondellone in nylon. Anche piccole tracce di grasso in questa zona ne possono pregiudicare il funzionamento. Nel risistemare il rondellone bianco fate attenzione a non piegarlo e che le superfici che si troveranno a contatto siano perfettamente pulite.

La corona dentata va ingrassata in modo che il grasso penetri fra i denti. Fatto ciò tutto il grasso in eccesso va rimosso accuratamente. Stesso dicasi per i cuscinetti che reggono gli assi. Gli assi non vanno ingrassati; una volta inseriti nei fori bisogna pulire accuratamente la parte che fuoriesce (che inevitabilmente si sarà impregnata di grasso). I cerchi graduati vanno ingrassati solo sul bordo inferiore e mai su quello interno. Detto questo si procede senza problemi a rimontare i due blocchi in AR e DEC completamente: non ci sono particolari avvertenze. Nel rimontare il blocchetto di fissaggio della coda di rondine è consigliabile mettere un pò di grasso nella zona fra la molla e la vite: questo renderà più dolce e immediato il movimento di blocco e sblocco della coda di rondine.

Il blocco polare si riassembla senza problemi, una volta praticate le sedi per i grani. Qui si può esagerare col grasso cospargendo il nottolino in ottone e tutta la vite su cui scorre. Va ingrassata anche la parte superiore del nottolino perché su di essa scorre il blocco in AR per raggiungere l'altezza corretta; vanno anche ingrassate le pareti interne su ci si vanno ad appoggiare le basi del nottolino. Tutto questo rende molto più dolce il movimento azionato dalla manopola di regolazione in altezza.

La base che contiene le bolle di livello (fissate con silicone) va ingrassata uniformemente: questo consente un movimento fluido nella regolazione dell'azimut.

Adesso avremo di nuovo i nostri tre blocchi: polare, AR e DEC; non ci resta che rimontarli.

L'ultimo pezzo da ingrassare è il perno d'ottone che unisce blocco polare e blocco AR. L'inserimento di questo particolare è un pò macchinoso perchè bisogna mantenere allineati i fori che deve attraversare: non forzate perchè non ce ne è bisogno, basta un pò di pazienza. Inoltre assicuratevi, prima di inserire il perno, che il nottolino di regolazione in altezza sia posizionato correttamente nell'apposita gola del blocco in AR.

Il rimontaggio del blocco di DEC è difficoltoso solo perchè è pesante: meglio farsi aiutare.

Bene: a parte motori e blocchi delle viti senza fine abbiamo rimontato tutto in circa quattro ore e mezza.


X - Rimontaggio viti senza fine e motori

Avrete l'impressione che qualcosa non vada perchè rispetto a prima dell'intervento sembra che gli assi tendano a ruotare appena sfiorati con un dito. Mancano ancora le viti senza fine. Rimontarle è la cosa più noiosa dell'intera operazione. Sembra che non vada mai a buon fine: o sono lasche, o sono strette, o il blocco dei cuscinetti ruota sull'asse della brugola di fissaggio, insomma è una operazione frustrante che può essere ripetuta decine di volte prima di arrivare a un compromesso dignitoso.

E' sicuramente l'operazione più delicata in assoluto e la sua buona riuscita non può essere verificata se non con un test visivo al telescopio. L'unico test che si può fare in fase di montaggio è quello di valutare il gioco residuo fra corona dentata e vite senza fine facendo ruotare quest'ultima nei due sensi con le dita. Se c'è troppo gioco la vite è lasca, se c'è poco gioco ma la corona non si muove la vite è troppo stretta.

Una volta serrate le viti senza fine le si può ingrassare; prima di rimettere il carter di protezione mettere una goccia di olio per rasoi elettrici su ogni cuscinetto.

Curare anche che i giunti cardanici dei motori siano bene allineati: sul giunto centrale può essere posto on pò di grasso.

Comunque fra viti senza fine e motori passano altre due ore.

La soddisfazione finale però è grande: gli assi si bloccano con una stretta appena moderata dei due blocchi, e la montatura così bloccata può essere mossa fluidamente con una mano (naturalmente il carico deve essere ben bilanciato).

Il test osservativo va fatto appena possibile. Io ho utilizzato l'LX200R con una barlow 2X e un oculare da 9,7mm: circa 410 ingrandimenti; bilanciato il carico ho inquadrato un oggetto in lontananza e ho provato la velocità di inseguimento a 0,5X. Bisogna verificare che in entrambi gli assi non ci sia un richiamo elastico: se si comanda la montatura in +DEC e l'immagine inizialmente si muove in -DEC probabilmente la vite è troppo stretta. Questo fenomeno può essere dovuto ad altre cause fra cui un riduttore del motore di bassa qualità; comunque se non si presentava prima non si deve presentare neanche dopo. Lo stesso test va fatto in AR semplicemente invertendo i collegamenti dei motori. Altro test è quello del backlash, cioè bisogna misurare quanto tempo passa fra l'istante in cui si comanda una inversione del moto su un asse  e l'istante in cui effettivamente si rileva il movimento. Qualche secondo a 0,5X è normale, ma se andiamo oltre i 4-5 secondi è segno che la vite senza fine è troppo lasca. La misura in AR può essere grossolana, ma in DEC, deve essere abbastanza precisa. Io ho utilizzato un registratore a cassette per registrare a voce gli istanti in cui premevo il pulsante e gli istanti in cui rilevavo il movimento; la misura va fatta almeno una ventina volte (sia in un senso che nell'altro). Successivamente ho riversato su PC la traccia audio e ho rilevato i tempi con precisione. Con qualche passaggio di statistica ho rilevato un backlash di 2.1s sia in +DEC che in -DEC: più che accettabile. Se i due valori non fossero identici (o molto vicini) è probabile abbiate stretto troppo la vite senza fine (è un residuo di rilascio elastico non avvertibile neanche a 400 ingrandimenti). 

Tutto ciò che si può testare è stato testato: non resta che vedere cosa succederà con le prossime astrofoto.


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